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Mostre

Ufficio Stampa e Comunicazione Integrata

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CAGLI E IL SIMBOLO

Nella contemporaneità materica di ABI

a cura di Alberto Mazzacchera

Milano, 16 aprile – 15 maggio 2026

Brun Fine Art, Via Gesù n. 17

 

Brun Fine Art, in collaborazione con l’Archivio Corrado Cagli, presenta Cagli e il simbolo. Nella contemporaneità materica di ABI, un progetto espositivo che mette in dialogo l’opera di Corrado Cagli (1910–1976) con una selezione di prodotti di design in pietra egiziana realizzati da Marmonil e concepiti come sculture d’uso da ABI, contemporary stone Design brand, attivo tra Il Cairo e Milano.

La mostra trae ispirazione dal simbolo come struttura di pensiero, come dispositivo conoscitivo capace di attraversare epoche, linguaggi e materiali.

 

Il simbolo e la crisi della rappresentazione

Nel percorso di Cagli, in particolare nel periodo americano, il simbolo da allusione narrativa diventa strumento analitico. Il segno si emancipa dalla rappresentazione e diviene struttura autonoma, capace di sondare dimensioni ulteriori della realtà spaziale e della psiche.

Dopo la frattura dell’esilio, l’esperienza della guerra e il confronto con la cultura newyorkese, Cagli avverte l’insufficienza di un sistema monologico dell’arte. È in questo clima che matura il suo interesse per la geometria non euclidea e per la cosiddetta “quarta dimensione”: un’ipotesi che rimane utopica ma al contempo molto fertile sotto il profilo creativo.

Non si tratta di misticismo matematico ma del tentativo di ampliare il campo della rappresentazione oltre il visibile. Se il cubo è misura del tridimensionale nell’arte, l’ipercubo diventa per Cagli metafora di una pittura capace di suggerire una dimensione altra.

Appartengono a questa visione le opere esposte: dipinti e sculture fino alle celebrate Carte del 1958–59, dove la polverizzazione del colore genera vibrazioni ottiche che dissolvono la distinzione tra materia e immagine, tra bidimensionale e tridimensionale.

Quella illusione di una nuova spazialità resta tale, ma produce risultati pittorici decisivi: una “liberazione espressiva del segno”, come la definì Enrico Crispolti, che pone Cagli in posizione chiave rispetto alle prime elaborazioni informali italiane.

Testa di tigre, 1957, olio su tela, cm 80x65..jpg

ANTONIO LIGABUE, IL RUGGITO DELL’ANIMA

 

Dal 26 dicembre 2025 al 10 maggio 2026

Arsenali Repubblicani, Pisa

Nell’anno del 60° anniversario della scomparsa di Antonio Ligabue, gli Arsenali Repubblicani del Comune di Pisa ospiteranno la mostra “LIGABUE. Il ruggito dell’anima” dal 26 dicembre 2025 al 10 maggio 2026.

 

L’esposizione offrirà al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire la potenza espressiva e

 il mondo interiore di un artista che ha saputo parlare con voce unica e universale. Il percorso espositivo racconterà la parabola umana e creativa di Ligabue, mettendone in luce la straordinaria vicinanza ai grandi protagonisti dell’Espressionismo europeo.

 

Prodotta da ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni, con il patrocinio del Comune di Pisa e della Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue e curata da Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione, unitamente alla Direzione Artistica di Beside Arts, la mostra racconterà con oltre 80 opere la vita, la psiche e la storia tormentata di questo affascinante artista.

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LUNGO LE STRADE BLU. ALONG THE BLUE HIGHWAYS

Fotografie di Francesco Conversano

 

Al museo di Roma in Trastevere un progetto a cura di Fondazione Massimo e Sonia Cirulli 

 

18 marzo - 4 ottobre 2026

Museo di Roma in Trastevere

Piazza di S. Egidio 1/b – Roma

 

Inaugurazione:

Martedì 17 marzo 2026, ore 18:00

 

Cartella stampa completa con immagini disponibile al seguente link:

https://cloud.zetema.it/index.php/s/782TYRpYkqKHJDw

(L'utilizzo delle foto è consentito esclusivamente per la promozione della mostra e nei limiti della durata della stessa, salvo diverse indicazioni e restrizioni.)

 

Fondazione Cirulli è lieta di presentare la collaborazione con il  Museo di Roma in Trastevere in occasione della mostra fotografica “Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways”, una selezione di novanta scatti in bianco e nero e a colori realizzati negli Stati Uniti dal regista di cinema del reale Francesco Conversano fra il 1999 e il 2017, durante le riprese che portarono alla realizzazione di vari film documentari prodotti con RAI CINEMA.

 

La mostra Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways, è curata da Fondazione Massimo e Sonia Cirulli e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina,  Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Quello lungo le “strade blu” è un viaggio di scoperta, di conoscenza e di rivelazioni, un viaggio geografico e antropologico, nel meraviglioso quotidiano e nell’immaginario collettivo di un Paese complesso che a volte sembra fermo nelle mitologie e negli stereotipi. Un itinerario che intreccia la vita delle persone e gli avvenimenti storici.

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max bill, feld aus sechs sich durchdringenden farben. 1966-67. olio su tela. collezione chantal + jakob bill. © max, binia + jakob bill stiftung / ProLitteris

Max Bill (1908-1994): la grammatica della bellezza

 

m.a.x. museo, Chiasso (Svizzera)

mostra a cura di Karin Gimmi Nicoletta Ossanna Cavadini

29.03.2026 – 12.07.2026

 

conferenza stampa giovedì 26 marzo 2026, ore 10.30

inaugurazione sabato 28 marzo 2026, ore 17.30 

 

La mostra max bill (1908-1994): la grammatica della bellezza si inserisce nel filone che il m.a.x. museo dedica ciclicamente ai “maestri del XX secolo” ed è collegata al tema guida dell’anno del Centro Culturale Chiasso, la pulchritudo, concetto interpretato da Max Bill attraverso un incessante lavoro di ricerca quale espressione massima di armonia, sintesi, unità, spazio e logica.

 

Architetto, anche se più noto come pittore, scultore, designer e grafico, Max Bill frequenta il Bauhaus negli anni 1927-1929, e da questa esperienza trae i principi fondanti per esprimere un'arte razionale, oggettiva e non figurativa costituendo con le sue relazioni personali un forte asse fra Zurigo e Milano che contribuirà a creare l’innovativo fenomeno culturale della Konkrete Kunst-Arte concreta.

 

L’attività artistica, il pensiero teorico e l’insegnamento sono aspetti di un unico metodo adottato da Max Bill e basato su una visione innovativa e integrata di concetto “d’artista universale”. La mostra al m.a.x. museo vuole porre l’accento sulla centralità della figura di Max Bill rispetto al fenomeno dell’internazionalizzazione della cultura europea, con particolare riferimento alle relazioni fra Zurigo e Milano.

Petra Weiss, Onda. 2015. 49 x 32 cm. grès. Collezione privata. Petra Weiss, Segno. 2020. 56x 35 x 10 cm, grès. Collezione privata

Petra Weiss. La bellezza esiste

mostra a cura di Dalmazio Ambrosioni Nicoletta Ossanna Cavadini

 

Spazio Officina, Chiasso (Svizzera)

01.03.2026 – 19.04.2026

conferenza stampa giovedì 26 febbraio 2026, ore 10.30

inaugurazione sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30

 

La mostra dedicata a Petra Weiss (Cassina d’Agno, 1947) si inserisce perfettamente nel tema guida del Centro Culturale Chiasso per il periodo 2025-2026, pulchritudo.

 

L’artista esordisce attraverso la lavorazione della ceramica ma si confronta nel tempo con gli elementi primordiali legati alla natura - terra, acqua, aria e fuoco - giungendo poi, nel corso della sua ricerca artistica, a una fase più minimalista, essenziale e geometrica.

 

Le sue opere, caratterizzate da forme quasi ieratiche e da una ricerca cromatica sofisticata, invitano al silenzio e alla contemplazione. È una bellezza che si manifesta nella sintesi degli elementi naturali e che vive nello spazio espositivo quasi come una partitura musicale visiva, spaziando dalle piccole forme alle grandi stele verticali.

Petra Weiss, Onda. 2015. 49 x 32 cm. grès. Collezione privata. Petra Weiss, Segno. 2020. 56x 35 x 10 cm, grès. Collezione privata. Fotografia di Carlo Pedroli

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FONDAZIONE CIRULLI

Presenta

LE CITTA’ VISIBILI.

La nascita della città moderna tra immaginazione e realtà

 

 

Sulla scia della rivoluzione futurista del primo decennio del ‘900, la città risponde alle nuove esigenze imposte dalla modernità, luogo privilegiato dove velocità e movimento sono i simboli di un futuro già presente.

 Le città diventano laboratori di sperimentazione di nuovi linguaggi urbanistici e architettonici dove il cemento, il ferro e il vetro assolvono al doppio compito di funzionalità e di bellezza e l’utilizzo delle nuove tecnologie come la luce elettrica, la radio, l’automobile, l’aereo contribuiscono a una forte accelerazione nello sviluppo del paese.  La città “sale”, cresce su se stessa e si rinnova, rinnovando anche gli uomini che la abitano.

In esposizione opere, tra gli altri, di Umberto Boccioni, Athos Casarini, Nicholay Diulgheroff, Giovanni Korompay, Osvaldo Licini, Filippo Tommaso Marinetti, Ludovico Quaroni, Mario Ridolfi, Luigi Russolo, Mario Sironi, Adolfo Wildt, Luigi Gigiotti Zanini.

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“La Raccolta d’Arte Lamberti”

uno scrigno di capolavori nel cuore del Basso Lodigiano

da ottobre apre al pubblico

 

 

La Raccolta d’Arte Lamberti è una delle realtà culturali più preziose della provincia di Lodi, ospitando oltre duecento opere nelle eleganti sale affrescate del settecentesco palazzo di via Cavallotti a Codogno. Da un ambiente all’altro – in cui si alternano motivi neoclassici a delicati paesaggi e decorazioni floreali - si dispiega una collezione d’eccellenza, dove si incontrano alcuni degli artisti più importanti dell’Ottocento e del Novecento in Lombardia: Tranquillo Cremona, Mosé Bianchi, Eugenio Gignous, Paolo Troubezkoy, Giorgio Belloni.

 

Il primo e più rilevante nucleo della collezione è nato grazie alla visione e alla passione di Carlo Lamberti, raffinato conoscitore d’arte e pittore dilettante. A partire dagli anni Dieci, è attraverso il rapporto d’amicizia con il celebre mercante Vittore Grubicy, che Lamberti riuscì a formare la propria collezione. 

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Malù Cruz Piani

The Art of Becoming

14 aprile - 15 maggio

LONGARI arte MILANO

Corso Monforte 23, Milano

A cura di Giorgia Perin

 

INVITO

 

Vernissage

Martedì 14 aprile 2026

Ore 18.00 – 21.00

Un viaggio tra emozioni intense e memoria,

energia vitale, vigore e dinamismo.

 

L’opera di Malù Cruz Piani, in dialogo con i grandi Capolavori di Longari arte Milano in una sorta di profonda contaminazione artistica, si configura come un’indagine in cui l’arte diventa accadimento energetico. La ricerca dell’artista brasiliana - formatasi tra le scuole di arti plastiche di São Paolo e il rigore dell’apprendistato presso l’atelier di Sergio Tapia Radic - si manifesta oggi come una sintesi tra la memoria tattile del corpo e la struttura della materia.

La mostra si terrà in Longari arte Milano: settant’anni di eccellenza nella valorizzazione dell’arte italiana. La Galleria Longari arte Milano è un tesoro di opere e oggetti d’arte. Sculture lignee del Medioevo italiano sono collezionate insieme a dipinti del Seicento e a creazioni di avanguardia del Novecento: il gusto e la competenza di una grande famiglia di antiquari travalicano schemi e consuetudini, per sorprenderti e affascinarti nella sede di Milano.

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ITALIA DEL MIRACOLO
Arte, design e pubblicità 1948-1968


Selezione dalla Collezione di Fondazione Massimo e Sonia Cirulli

 

Dal 26 marzo al 7 giugno 2026 parte della Collezione di Fondazione Cirulli alla Rocca di Lonato del Garda (BS)
con la grande mostra su Dorazio, Munari, Ponti e Sottsass,
geniali interpreti e promotori del Made in Italy.

 

"Italia del Miracolo. Arte Design e Pubblicità 1948-1968. Selezione dalla Collezione di Fondazione Massimo e Sonia Cirulli” è una rassegna d’arte straordinaria e immancabile di opere appartenenti alla Collezione di Fondazione Cirulli.Un viaggio nel tempo tra grafica rassicurante, design vibrante, pubblicità ottimiste e industria d’avanguardia per riscoprire l’inarrestabile felicità progettuale che ha trasformato l’Italia del dopoguerra in un laboratorio di idee, stile e innovazione.

 

San Lazzaro di Savena (BO) – Fondazione Cirulli è lieta di annunciare la collaborazione con la Rocca di Lonato del Garda (BS) in occasione della mostra “Italia del Miracolo Arte Design e Pubblicità 1948-1968. Selezione dalla Collezione di Fondazione Massimo e Sonia Cirulli”, dedicata agli anni del boom economico, stagione irripetibile in cui creatività, industria e cultura visiva hanno dato forma a un nuovo immaginario collettivo e alle radici del Made in Italy. Questa rassegna straordinaria permette di tuffarsi nell’atmosfera di un’epoca irripetibile: un percorso dove la bellezza si mescola alla voglia di futuro, lasciando trasparire  quell’ottimismo creativo alla base dello stile italiano che ha reso l'Italia famosa e ammirata in tutto il mondo.

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SOPHIA LOREN

Il mito della bellezza disegnato con la luce

Fondazione Cirulli, Bologna

9 maggio - 5 luglio 2026

L’esposizione si inserisce all’interno del grande interesse di Fondazione Cirulli per i progetti legati alla fotografia, forma d’arte potente, in grado di documentare e interpretare la realtà ma anche di influenzare profondamente l’immaginario collettivo. 

 

L’intento di questa mostra è di rendere omaggio alla grande diva italiana che ha contribuito alla diffusione, nel mondo, dello stile e dell’eleganza italiana e di far trasparire, attraverso gli scatti dei grandi fotografi che l’hanno ritratta, la personalità e l’umanità dell’attrice, restituendone l’eleganza e la bellezza memorabili che ne fanno, ancor oggi, un personaggio di respiro internazionale. La mostra, a cura di Francesco Casetti, Angela Madesani e Nicoletta Ossana Cavadini, accoglie circa 100 immagini fra le più iconiche che ritraggono la Loren in momenti peculiari, durante le riprese dei suoi celebri film o in contesti più quotidiani, immortalata da grandi fotografi come Richard Avedon (1923-2004), David Seymour (1911-1956), Helmut Newton (1920-2004), Elliott Erwitt (1928-2023), Irving Penn (1917-2009), Alfred Eisenstaedt (1898-1995), Tazio Secchiaroli (1925 -1998), Pierluigi Praturlon (1924 - 1999), Carlo Riccardi (1926-2022), Elio Luxardo (1908-1969), Bert Stern (1929- 2013), Milton H. Greene (1922-1985), Burt Glinn (1925-2008), Herbert List (1903- 1975), Dennis Stock (1928-2010), Eve Arnold (1912-2012) e David Hurn (1934).

CARTELLA STAMPA A BREVE ONLINE

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NICOLA SAMORÌ | CLASSICAL COLLAPSE

Pinacoteca Ambrosiana

Milano 28 novembre 2025 – 13 gennaio 2026 

Prorogata al 10 marzo 

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Napoli 29 novembre 2025 – 1 marzo 2026

Prorogata al 9 giugno 

Milano 28 luglio - Milano e Napoli, la Pinacoteca Ambrosiana e il Museo e Real Bosco di Capodimonte: due città e due istituzioni museali dalla storia e dalle identità profondamente distinte si uniscono in un unico progetto congiunto, Classical Collapse, dell’artista Nicola Samorì. Il progetto travalica la logica della “doppia mostra” per proporsi come un’operazione culturale unitaria, pensata fin dall’origine per essere declinata in due luoghi tra loro e in dialogo.

Curata da Demetrio Paparoni, Alberto Rocca (Direttore della Pinacoteca Ambrosiana.) ed Eike Schmidt (Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte), questa esposizione - Pinacoteca Ambrosiana dal 28 novembre 2025 al 13 gennaio 2026 e al Museo e Real Bosco di Capodimonte dal 29 novembre 2025 al 1 marzo 2026 - si configura come un ponte tra Nord e Sud, tra antico e contemporaneo, tra il passato della grande tradizione pittorica e plastica e la sua reinvenzione nel presente.

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FIMA 

 

ANTIQUARIO PROTAGONISTA DI ARTE E CULTURA

CONCORSO LETTERARIO FIMA 2026 - 2a Edizione

L’ANTIQUARIO ha fatto di una passione la sua professione: seleziona le opere, le studia e le ripropone nel loro originale splendore.

 

Ogni oggetto di antiquariato porta con sé nuove avventure e nuove emozioni, che si traducono ogni giorno nel suo accattivante lavoro. Il lavoro quotidiano dell'antiquario, infatti, mira a dare nuova vita ai fasti di epoche passate, di cui le opere diventano testimonianze degne di essere tramandate per generazioni.

 

Lo scopo del Concorso è valorizzare la figura dell’Antiquario: un professionista serio, studioso, preparato e aggiornato sulla sua materia specifica che tra mille difficoltà riesce a creare valore (economico e sociale) grazie alla sua passione artistica, che mira anche all'esaltazione della cultura di ieri e di oggi.

 

Il Concorso, diretto ad autori italiani e stranieri maggiorenni, è riservato ad opere in lingua italiana. La partecipazione al concorso è gratuita. Ogni partecipante potrà concorrere con una sola opera.

 

L’opera dovrà essere costituita da un unico racconto. Sono escluse: le raccolte di racconti, poesie o poemi, opere documentaristiche, saggistiche o fotografiche.

Il racconto non potrà superare la lunghezza massima di 15.000 caratteri, spazi compresi.

Sono istituiti 3 premi: 1° premio euro 1.000,  2° premio euro 750,  3° premio euro 500,    + 7 menzioni speciali (saranno consegnati Attestati di merito).

I racconti dovranno essere inviati dal 12 aprile 2026 fino alle ore 23:59 del 12 Luglio 2026 via mail all’indirizzo fima@unione.milano.it appartenente alla SEGRETERIA FIMA.

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VERNET INCONTRA PIRANESI

 

OPENING • giovedì 14 maggio 2026 • dalle 18.00 alle 21.00

Fino al 5 giugno


Via Margutta 54, Roma

 

Antonacci Lapiccirella Fine Art

 

Antonacci Lapiccirella Fine Art presenta la mostra Vernet incontra Piranesi, un intrigante progetto fotografico firmato da Marshall Vernet, che aprirà al pubblico giovedì 14 maggio 2026 nella storica sede della galleria in Via Margutta 54, a Roma.

Un dialogo visivo tra passato e presente prende forma in questo progetto che rende omaggio al grande artista Giovanni Battista Piranesi e alla sua iconica serie settecentesca Le Vedute di Roma. Le sue incisioni, potenti e visionarie, hanno plasmato per secoli l’immaginario della città eterna.

 

Oggi, lo sguardo contemporaneo di Vernet raccoglie questa eredità e la reinterpreta attraverso una fotografia in bianco e nero intensa e rigorosa, capace di esaltare la monumentalità e il respiro senza tempo dell’architettura romana.

Vernet incontra Piranesi non è una semplice rilettura, ma una vera e propria traduzione visiva: un ponte tra epoche, dove la memoria storica si intreccia con la percezione contemporanea.

 

Le immagini di Vernet, caratterizzate da profondità tonale e precisione formale, dialogano con lo spirito delle incisioni originali, restituendo una Roma sospesa tra eternità e trasformazione.
L’artista newyorkese ha selezionato trenta soggetti tratti dalle opere di Piranesi, immortalando gli stessi luoghi nel contesto urbano attuale. Ogni sua fotografia sarà affiancata da una riproduzione dell’incisione corrispondente, stampata sulla stessa carta fotografica in cotone, creando una continuità materica e visiva tra le due serie.

 

Questa mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire la città eterna attraverso uno sguardo nuovo, in cui la grande tradizione incontra la sensibilità contemporanea.

Da sempre orientata alla valorizzazione di opere comprese tra il XIX e la prima metà del XX secolo, la Antonacci Lapiccirella Fine Art rivolge solo in rare e selezionate occasioni il proprio sguardo al contemporaneo. Progetti come Vernet incontra Piranesi rappresentano infatti preziose incursioni oltre il consueto ambito cronologico della storica galleria romana, scelte con rigore e sensibilità per il loro profondo legame con la tradizione e la storia dell’arte.

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White Peaks and Colored Ice

Vittorio Corsini parla con Filippo de Pisis

Farsettiarte, Milano


4 febbraio – 25 marzo 2026 

proroga al 24 aprile  


Inaugurazione mercoledì 4 febbraio dalle ore 18.00

 

Farsettiarte presenta White Peaks and Colored Ice. Vittorio Corsini parla con Filippo de Pisis, una mostra che mette in rapporto opere inedite di Vittorio Corsini con cinque dipinti di Filippo de Pisis, realizzati tra il 1933 e il 1940, creando un confronto serrato tra pittura e scultura, memoria e percezione, luce e materia.

Il progetto instaura una relazione ideale tra i due artisti, che Arianna Baldoni nel testo critico che accompagna l’esposizione definisce “una danza armoniosa, dove il silenzio dell’uno diventa lo spartito dell’altro; un incontro che attraversa il tempo e si fonda su una comune sensibilità per il paesaggio, la natura morta e l’abitare come spazio vissuto e mentale”.

Vittorio Corsini (Cecina, 1956) fin dagli anni di formazione in accademia è stato affascinato dalle opere dell’artista ferrarese per l’atmosfera di felice malinconia che permea i suoi paesaggi e le nature morte. Proprio su questi due soggetti prediletti di de Pisis si incentra la mostra, che fa affiorare rapporti inaspettati tra pittura tradizionale e linguaggio contemporaneo.

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FARSETTIARTE E CARLO CRACCO
 

UN CONNUBIO D’ECCELLENZE MADE IN ITALY
 

Grandi Maestri del Novecento storico e grandi Artisti contemporanei 

by Farsettiarte e Carlo Cracco

 

Due vere e proprie ECCELLENZE ITALIANE si uniscono in un progetto di grande prestigio firmato Farsettiarte e Carlo Cracco.

L’Arte dei Grandi Maestri del Novecento come Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani di Artisti contemporanei come Flavio Favelli, Massimo Barzagli e Piero Gemelli, diventano un tutt’uno con l’arte dell’alta cucina di Cracco.
“Farsettiarte è da oltre cinquant'anni il punto di riferimento per l'Arte Moderna in Italia; fu fondata nel 1955 da mio padre Franco e da mio zio Frediano, a Prato, come Galleria d'arte che subito si distinse per la prestigiosa attività espositiva.

Nel 1962 viene inaugurata la Casa d'Aste suscitando l'immediato interesse dei collezionisti e del mercato. Galleria e Casa d'Aste hanno avuto percorsi paralleli e, pur dandosi reciproco impulso, hanno sempre mantenuto la propria autonomia, istituendo così qualcosa di unico nel panorama del mercato d'arte italiano.
Nel corso degli anni l'attività espositiva si è ampliata con l'inaugurazione delle gallerie di Cortina d'Ampezzo nel 1964, della Versilia nel 1969 e di Milano nel 1982. Infine, nel 1991 è stata inaugurata la nuova sede di Prato a fianco del Museo per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci.
L'imponente struttura, che ha contribuito all'intensificarsi delle aste e alla realizzazione di grandi mostre, è la nostra sede operativa e di coordinamento. Sono davvero orgoglioso di questo progetto che vede l’unione di due forme d’Arte di vera eccellenza e mi auguro sia il primo di una lunga serie di eventi con Carlo Cracco” ci racconta Leonardo Farsetti.

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Museum of Senses

A Milano ha aperto un Museo che ha cambiato per sempre il modo di vivere i propri sensi e la scienza

Milano accoglie un'esperienza museale rivoluzionaria che trasforma il modo in cui viviamo, percepiamo e comprendiamo i nostri sensi.

 

Il Museum of Senses, ha aperto le sue porte in Viale Monte Grappa 10, nella vivace zona di Porta Garibaldi, rappresenta un'iniziativa unica nel suo genere che si distingue nel panorama culturale italiano per la sua dedizione esclusiva alla scoperta e alla comprensione dei sensi, entrando a far parte di una prestigiosa rete internazionale che include i Museum of Senses di Praga e Bucarest, realtà già affermate che attraggono visitatori da tutto il mondo.

 

Il Museum of Senses offre un percorso sorprendente distribuito su tre piani di pura meraviglia. Ogni installazione è stata progettata per stimolare, sfidare e amplificare i sensi dei visitatori, creando un'esperienza che va ben oltre i tradizionali cinque sensi.

 

​Al Museum of Senses divertimento e apprendimento si fondono in modo naturale e coinvolgente. Ogni installazione nasconde principi scientifici che vengono spiegati attraverso l'esperienza diretta, rendendo l'apprendimento intuitivo ed efficace.

 

Guide qualificate accompagnano i visitatori alla scoperta dei fenomeni che si celano dietro ogni esperienza, mentre un innovativo "livello di sensificazione" monitora il progresso del viaggio sensoriale di ciascun visitatore.

 

Il museo si rivolge a un pubblico di tutte le età, con programmi specifici pensati per le scuole di ogni ordine e grado, attività ludiche per i più piccoli, percorsi di approfondimento per adulti, visite guidate e teambuilding.

 

Ogni visita è strutturata per garantire un'esperienza memorabile.

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Modigliani Picasso e le Voci della modernità dal Museo LaM 

16 ottobre 2025 – 25 gennaio 2026

Palazzo Zabarella, Padova  

Mostra organizzata da Palazzo Zabarella e LaM 

Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut

In collaborazione con Manifesto Expo

Promossa da Fondazione Bano in collaborazione con Comune di Padova

 

IN ARRIVO LA NUOVA MOSTRA AUTUNNALE  

 Un’eccezionale collezione d’arte proveniente da uno dei più importanti musei del Nord Europa e della Francia sarà al centro di un nuovo importante appuntamento espositivo in programma, a partire dal prossimo autunno, a Palazzo Zabarella.
 

Nell’ambito del dialogo avviato dalla Fondazione Bano negli ultimi anni con importanti istituzioni museali di fama internazionale - dopo le collaborazioni con il Brooklyn Museum di New York e il museo di Grenoble - è ora la volta del LaM, Lille Métropole Musée d'art moderne, d'art contemporain et d'art brut, che ci offrirà l’opportunità di ammirare 65 opere di 30 artisti d'avanguardia in una nuova grande mostra che si aprirà al pubblico il 16 ottobre.

Ai protagonisti delle avanguardie storiche e agli artisti più noti, se ne affiancano altri che aprono a scenari artistici inediti più vicini alla contemporaneità. Tra i numerosi capolavori spiccano cinque dipinti di Pablo Picasso e sei di Amedeo Modigliani.

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Modenantiquaria 2026

XXXIX Edizione

Progetto ambizioso e ricercato, sinonimo d’Eccellenza:

meta per amanti dell’arte, designer ed esperti del settore 

7 – 15 febbraio 2026

IN ARRIVO LE NUOVE DATE 2027!

ModenaFiere 

 

Nel 2026 Modenantiquaria, patrocinata da Associazione Antiquari d'Italia e FIMA, e, quest’anno, da Confcommercio Imprese per l’Italia, dall’Ente Nazionale per il Turismo (Enit), dalla Regione Emilia Romagna, dal Comune di Modena, dalla Camera di Commercio di Modena, festeggia la sua trentanovesima edizione, confermandosi la più prestigiosa e autorevole mostra italiana dedicata all’Alto Antiquariato.

 

Un traguardo che racconta la vitalità di un settore capace di rinnovarsi e di dialogare con i linguaggi del presente, mantenendo intatto il fascino della grande tradizione. 

Modenantiquaria, che da sempre rappresenta un punto di riferimento internazionale per collezionisti, galleristi e appassionati, si presenta quest’anno con una nuova governance: Marte S.r.l., società controllata da Confcommercio Modena, entra infatti in campo per rilanciare la manifestazione, riconoscendone il valore strategico nel panorama economico e culturale nazionale.

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Galleria d’Arte Frediano Farsetti

 

presenta

 

Antonio Biasiucci, Luca Campigotto, Piero Gemelli

 

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MIA Photo Fair 2026

dal 19 al 22 Marzo 2026 

In occasione di MIA Photo Fair 2026, in programma a Milano al Superstudio Più dal 19 al 22 marzo, la Galleria d’Arte Frediano Farsetti (Stand B005) presenta una selezione di opere di Antonio Biasiucci, Luca Campigotto e Piero Gemelli, concepita in dialogo con il tema dell’edizione: “Metamorfosi”.

La proposta espositiva nasce da una riflessione condivisa sulla fotografia come linguaggio capace di registrare e insieme generare trasformazioni: mutazioni della materia, dello spazio, dell’identità e dello sguardo. Le opere selezionate mettono in luce tre declinazioni differenti ma complementari del concetto di metamorfosi, evidenziando come l’immagine fotografica sia al tempo stesso documento e reinvenzione del reale.

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LE ASTE DI FARSETTIARTE

 

COLLLEGATI AL SITO

www.farsettiarte.it 

 

per tutte le nuove aste.

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Ineffabile LEA

Lea Colliva (1901-1975). A 50 anni dalla morte

 

a cura di Beatrice Buscaroli e Francesca Sinigaglia
 

Presso Museo Ottocento Bologna, Piazza San Michele 4/c, Bologna

Dal 31 ottobre 2025 al 16 marzo 2026 

mostra conclusa in arrivo la new exhibition
 

Quando, nel 1991, Marilena Pasquali redigeva la biografìa di Lea Colliva su La pittura in Italia - Il Novecento scriveva: «[...] forse l’unica voce autenticamente espressionista nel panorama bolognese fra le due guerre» aggiungendo «manca però una rivisitazione completa della sua opera che le riconosca i suoi meriti».

A questo si aggiungeva Nino Bertocchi (1900-1956) che, tanti anni prima scriveva, in un manoscritto rimasto inedito: «una monografia che si volesse dedicare a questa pittrice risulterebbe delle più folte e sorprendenti».

 

Il 2025 è dunque l’anno propizio per celebrare la pittrice con un’approfondita personale, organizzata dal Museo Ottocento Bologna in occasione dei cinquant’anni dalla morte, avvenuta il 12 luglio del 1975.

Artemide PR, comunicare con stile.

by Stefania Bertelli

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