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I MACCHIAIOLI
Capolavori dell’Italia che risorge

24 ottobre 2020 - 30 giugno 2021
Padova, Palazzo Zabarella

Mostra a cura di Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca

Oppure scarica qui i documenti: 

Le Donne della Macchia: indipendenza e forza

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COMUNICATO STAMPA

I Macchiaioli, incarnando lo spirito di un’ Italia appena nata, carichi di speranze ed entusiasmo, liberi e spavaldi nella loro pittura di impegno sociale e civile riaprono il 26 aprile e questa volta anche nei weekend! Si mettono in Mostra a Palazzo Zabarella FINO AL 30 GIUGNO proprio in un periodo che rispecchia quello in cui si trovarono a muoversi nell’800, un periodo in cui la forza e la reattività sono salienti e indispensabili per rimettere in moto il motore del nostro Paese. Originali e rivoluzionari. Proprio ora in un periodo cosi impegnativo si sente il bisogno di ammirare le loro opere così cariche di emozione e di vita, quella vita vera che risiede nell’anima di ognuno di noi. Solo alla fine degli anni settanta si cominciò a definirli idealisti allineati al proprio tempo; quel tempo che li vide impegnati nella rappresentazione di una quotidianità cosi vitale ed importante, nella rappresentazione di valori ed emozioni che legano da sempre l’umanità. Le opere di Giovanni Fattori e Silvestro Lega definiti classici e reazionari insieme, di Telemaco Signorini così intenso e quotidiano, di Giovanni Boldini così fascinoso e ricco di dettagli nell’interpretazione delle figure maschili e femminili, si affiancano a quelle dei meno noti Adriano Cecioni, Odoardo Borrani, Raffaello Sernesi, Vincenzo Cabianca pittori da riscoprire insieme a Palazzo Zabarella, pittori che evocano sensazioni forti, valori profondi che da sempre appartengono all’umanità e che oggi più che mai si fanno sentire dentro tutti noi. I Macchiaioli sperimentarono la pittura all’aria aperta per ottenere una rappresentazione diretta e naturale della realtà, ragionavano “di tocco, di impressione, di valore e di chiaroscuro” (Martelli 1895). Assidui frequentatori del caffè Michelangiolo a Firenze, luogo in cui si dilettavano nel racconto di strepitose avventure, spavaldi e pieni di voglia di vivere, le loro pennellate sono luminose e guizzanti,: la rappresentazione della realtà contemporanea è forte di chiaroscuri e di macchie dense di luce e colore che vogliono esprimere l’emozione forte che in loro scatenava l’incontro con altri esseri umani o la vista di paesaggi e scene di vita vera che amavano dipingere e analizzare su tela. La violenza dei contrasti cromatici e chiaroscurali è in stretto rapporto con la carica vitale e potente che questi artisti portavano dentro di sé. La fatica del lavoro umile, la lirica bellezza dei paesaggi, le scene materne così intense e potenti, il disagio sociale reso con intensità e valore: tutto questo caratterizza i Macchiaioli, veri Eroi della loro epoca che con dignità e caparbia diventarono veri  protagonisti della scena artistica italiana. Il linguaggio macchiaiolo, distesamente articolato e comunicativo, affida alla naturalistica resa dei fenomeni luminosi i valori compositivi ed emozionali del dipinto. Per Signorini l’Arte è espressione della sincerità individuale, eminentemente fondata sullo studio della natura nell’intento di cercare in essa quei momenti che esprimono un carattere e ispirano un sentimento speciale anche a scapito di non essere intesi dal pubblico.(Signorini, lo Zibaldone). “I Macchiaioli. Capolavori dell’Italia che risorge”, la grande Mostra di Palazzo Zabarella  fa sfoggio di ben 100 capolavori di intensa emozione che raccontano di un Uomo eroico ed instancabile, pronto a ripartire ogni giorno a dispetto di qualsiasi difficoltà e viene prorogata al 30 giugno per il perdurare dell’emergenza sanitaria. “Una Mostra da non perdere, che racconta di tutti noi, delle nostre emozioni e del nostro valore – dichiara il Presidente della Fondazione Federico Bano confermando la proroga al 30 giugno - una Mostra Evento che celebra Artisti fuori dagli schemi, liberi e spavaldi, a dispetto delle convenzioni e delle regole del tempo; artisti che amavano dipingere la quotidianità, il valore umano, gli istanti di vita e l’immediatezza di atti ed emozioni con forza, coraggio e voglia di ripartire giorno dopo giorno con rinnovata energia a dispetto di qualsiasi difficoltà. Abbiamo deciso di prorogare la Mostra fino alla fine di giugno per poter dare la possibilità ai visitatori di venire a Palazzo Zabarella e ritrovarsi protagonisti della storia” – conclude il Presidente. “La mostra celebra i Macchiaioli alzando il velo proprio su quelle che sono state le antiche collezioni ed i coraggiosi artefici e su tanti aspetti completamente inediti. Un’operazione culturale totalmente coinvolgente e di grande efficacia.”, afferma Giuliano Matteucci. Puntando su opere iconiche e inedite, i curatori Giuliano Matteucci e Fernando Mazzocca, coadiuvati da Silvio Balloni e Claudia Fulgheri, attraverso lo scandaglio delle antiche fonti, sono risaliti ai primi acquirenti - amatori, cultori, critici, mercanti - che, al di là di ogni convenzione, si sono circondati d’immagini ispirate alla contemporaneità, molte delle quali oggi in mostra.

Viene, così, restituito un volto a figure spesso lasciate in ombra ma di grande rilievo nella valorizzazione e sviluppo delle arti, quali Fiorella Favard de l’Anglade, Isabella Falconer e Giulio de Gori. Acquistando alle esposizioni o direttamente dagli artisti, hanno svolto un ruolo di veri e propri mecenati. Al loro credo si aggiunge quello di alcune famiglie particolarmente sensibili alla pittura come i Fabbroni, i Cecchini e i Bandini che, nei confronti di Lega, hanno dimostrato grande umanità e accoglienza. Ed ancora, critici della lungimiranza di Diego Martelli e Ugo Ojetti che con i loro scritti hanno difeso l’identità stilistica di Abbati, Fattori, Signorini e Zandomeneghi; infine mercanti intraprendenti quali Mario Galli ed Enrico Checcucci la cui linea estetica ha privilegiato i protagonisti del Caffè Michelangiolo. Veri e propri antesignani di un gusto al quale hanno guardato con interesse non pochi artisti del Novecento, rivivono in mostra attraverso le immagini fissate da Lega, Boldini, Zandomeneghi, Fattori e Ghiglia.

 

Le opere che li rappresentano a Palazzo Zabarella, con altre riconducibili a quella fervida stagione e ai suoi protagonisti, sono la testimonianza tangibile di una grande fede e passione. La bellezza e preziosità che le mette in luce fa parte di una narrazione ancora inedita, di cui la mostra di Padova si propone come anticipazione.

 I Macchiaioli e i capolavori dell’Italia che risorge saranno in Mostra a Palazzo Zabarella fino al 30 giugno 2021: opere senza tempo cariche d’emozione e di vita, dense di sentimento e colore.

Orari:

Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì: 10.00 – 18.00

Venerdì e domenica: 10.00 – 19.00

Sabato: 10.00 – 20.00

Chiusura biglietteria e ultimo ingresso: 45 minuti prima

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