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DARE VOCE AL FREGIO

RACCONTO IN TRE ATTI

 

Organizzato dal Museo Casa Giorgione

curato dal direttore Matteo Melchiorre

 

Casa del Giorgione, Castelfranco Veneto (TV)

Dal 10 giugno fino a ottobre

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COMUNICATO STAMPA

Un messaggio, una predizione, un mistero che arriva dallo scorrere dei secoli, da quel periodo incomparabile che è stato il Rinascimento, anzi, dal periodo che lo precede. E su tutti brilla il nome capace di suscitare fascino e meraviglia, quello di Giorgione.

Ecco gli “ingredienti” per un evento che promette di suscitare una vasta eco:  “Dare voce al Fregio”,  a Castelfranco Veneto, luogo natale del grande artista, organizzato dal Museo Casa Giorgione, curato dal direttore Matteo Melchiorre, presentato il 10 giugno prossimo. 

Il Fregio in questione è quello, universalmente noto, proprio della casa dell’artista, di grande bellezza e contenente messaggi da decifrare, in cui si mescolano filosofia, alchimia, esoterismo, proponendo enigmi che gli illuminati dell’epoca potevano “leggere” con chiarezza. Al Fregio è stata  sottratta una testa, poi ritrovata in modo rocambolesco, “sigillata” in un’altra casa di Castelfranco. Perché? Semplicemente per avere una sorta di reliquia dell’illustre artista in proprio geloso possesso, intuendone il grande valore? Oppure si è trattato di una sottrazione per nascondere un ulteriore messaggio cifrato?

Il mistero viene messo in scena, grazie al progetto voluto dal Rotary Club Castelfranco-Asolo e in prima persona dalla sua presidente Danila Dal Pos, ideatrice e progettista dello stesso museo dedicato a Giorgione. Una storia completata usando la tecnologia più avanzata nel campo dell’immersione. E qui entra in gioco l’allestimento curato dalla ZEBRA -Multimedia immersive Solutions, che potrà far vivere l’emozione di essere faccia a faccia con i simboli giorgioneschi e il mondo che rappresentano. Un mondo dilatato fino al futuro, che parla del destino dell’uomo. Un destino che non può essere deciso dalla scienza e la medicina, neppure dal sapere e dalla tecnica, per quanto illuminanti e Solo uno sguardo che vada oltre il tempo e lo spazio, le apparenze del quotidiano e certezze che il progresso illusoriamente ingenera nell’uomo.

Che cosa rappresenta il Fregio? Qual è la sua storia, ben poco conosciuta? L’affresco monocromo della casa-museo, attribuito solo in parte al pittore, raffigura in questa porzione, oggetti che si trasformano in simboli, per mettere in scena un vero e proprio pronostico: la congiunzione di Saturno, Giove e Marte avvenuta tra il 1503-1504 e la conseguente perturbazione dell’ordine cosmico. E’, in fondo, la rappresentazione di una intera epoca, con le sue paure e le sue convinzioni. Buona parte del Fregio tratta dunque di astrologia. I vari libri che si affollano, soprattutto nella prima parte dell’affresco, indicano che l’astrologia qui rappresentata, e praticata, non è certo quella degli indovini improvvisati e un po’ ciarlatani, ma quella che si basa sullo studio dei suoi fondamenti teorici. Insomma l’artista intende proclamare la scientificità dell’astrologia praticata. 

Altro tema centrale: la guerra. Vista come manifestazione immediata dell'ira del cielo annunciata dalla previsione astrologica. Emergono però anche armi e armature smesse che mostrano  un'ottica antieroica e un distacco ideologico e morale nei confronti della guerra, e il messaggio che passa, alla fine, è che la vera e più dura battaglia che l’uomo deve sostenere è quella contro le proprie debolezze e la parte più oscura di se stessi. importante la battaglia che ognuno ingaggia contro le sue debolezze, anziché quella contro un ipotetico nemico. Nella terza sezione il Fregio celebra la bellezza e la grandezza della musica, della pittura e della medicina, che tutte insieme riflettono l'armonia del cosmo. 

 Il Fregio affrescato nella lunga sala al primo piano dell’attuale sede del Museo Giorgione presenta però due lacune:  una testa forse di imperatore romano o forse di Orfeo dio della musica, staccata nel primo trentennio dell’Ottocento, quando la dimora apparteneva al dottore Francesco Trevisan, entrata in una collezione privata e successivamente in una casa  di Castelfranco dove ancora si trova. Una seconda testa è stata strappata, riportata su tela, ma di questa non si conosce il destino. 

Per cominciare ad entrare in questa storia straordinaria, per entrare nel mondo dei segni e delle predizioni con cui Giorgione ordinava e ridisegnava il presente per dare corpo al futuro  ecco l’appuntamento da non mancare: il 10 giugno a Castelfranco, ore 18.00, per seguire la voce  del Fregio, che si “completerà” – grazie alle tecnologie immersive - dal gesto creativo di Giorgione ai suoi messaggi da decifrare, alla predizione e all’avventura della testa trafugata, nascosta, scomparsa e riapparsa. Un destino speculare alle perfette monocromie.

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